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Fisiologia · Mag 2026 · 6 min di lettura

VO2max: cos'è e i fattori limitanti
negli sport di resistenza

Chi sono per spiegarti questo?

Sono Federico Baudino, endurance coach con laurea magistrale presso l'Università degli Studi di Torino e certificazione UCI Level 4. Ho lavorato come chinesiologo e data analyst nel Santa Cruz RockShox Pro Team e come Sport Director nel Women Continental Team UCI nel 2025. Sono formatore UCI nei corsi internazionali. Il blog è il posto dove trasformo in parole quello che imparo ogni giorno sul campo.

Il VO2max è la massima quantità di ossigeno che può essere presa, distribuita e utilizzata dal corpo durante un esercizio ad alta intensità. L'anno scorso ricorreva il centenario dalla sua scoperta, avvenuta grazie a A.V. Hill e H. Lupton nel 1923. Capire cosa lo limita è fondamentale per chi lavora o si allena negli sport di resistenza.

Fattori limitanti del VO2max

Il VO2max non è limitato da un unico fattore ma dalla combinazione di più sistemi fisiologici. Vediamoli uno per uno.

Sistema polmonare

Gli atleti d'élite hanno una desaturazione dell'arteria più marcata e una gittata cardiaca maggiore. Questo porta a un ridotto tempo di transito delle cellule rosse nei capillari polmonari — a volte così ridotto che il sangue non riesce a saturarsi completamente di ossigeno prima di lasciare i polmoni. Prova di questo: respirare una miscela con una percentuale di O₂ maggiore bypassa questo limite e migliora la prestazione (Bassett, 2000).

Gittata cardiaca

La gittata cardiaca è la quantità di sangue che il cuore riesce a pompare in un minuto. Si stima che il VO2max sia limitato per il 70–85% dalla gittata cardiaca (Lundby et al., 2017). Per questo è così importante avere un cuore allenato a battere ad alta frequenza e con un'alta gittata sistolica.

Gittata cardiaca (Q) = FC (bpm) × Gittata sistolica (mL/battito)

Quello che si allena con il tempo sono il volume del cuore (ipertrofia eccentrica) e la gittata sistolica. Per gli atleti d'élite e amatori di buon livello, le formule standard per calcolare la FC max non sono valide — i loro valori superano ampiamente quelli teorici.

Capacità di trasporto dell'ossigeno

L'emoglobina, proteina presente nei globuli rossi, trasporta l'ossigeno dai polmoni ai muscoli (ogni molecola di emoglobina può trasportare quattro molecole di O₂). L'allenamento in altura stimola i reni a rilasciare eritropoietina (EPO endogena), che aumenta la produzione di globuli rossi. Esiste una correlazione diretta tra il volume totale dei globuli rossi e il VO2max — sia in valore assoluto che relativo al peso corporeo.

Fattori muscolari — mitocondri

I mitocondri sono gli organelli dove viene effettivamente utilizzato l'ossigeno per produrre ATP. Si pensava che più mitocondri = più VO2max. In realtà, l'aumento del VO2max derivante dall'aumento del numero di mitocondri è modesto — il vero fattore limitante rimane il trasporto di O₂ (Bassett, 2000). I benefici dell'aumento mitocondriale sono però reali: miglior ossidazione degli acidi grassi (risparmio di glicogeno) e minor produzione di lattato a parità di intensità.

Densità capillare

Più capillari nei muscoli significa più tempo a disposizione per l'estrazione dell'O₂ dal sangue. Questo adattamento aumenta con l'allenamento aerobico di volume — ed è uno dei motivi per cui il fondo lento a bassa intensità è irrinunciabile in qualsiasi piano di allenamento per l'endurance.

Importanza negli sport di endurance

Avere un VO2max elevato è imprescindibile per una prestazione di resistenza ad alto livello — ma non garantisce la vittoria. Entrano in gioco anche l'economia del gesto tecnico, la soglia anaerobica (a che percentuale del VO2max riesci a rimanere in regime aerobico), la potenza al VO2max e l'aspetto psicologico.

Quello che sappiamo: avere il VO2max più alto tra i partecipanti non assicura il successo, ma avere un VO2max basso preclude certi risultati. È un tetto biologico — alzarlo richiede mesi e anni di lavoro aerobico, non giorni.

Valori di riferimento e applicazione amatoriale

Per le discipline ciclistiche esiste una correlazione tra VO2max e potenza espressa (Hawley & Noakes, 1992; Lamberts et al., 2012). Se sappiamo che un atleta deve raggiungere una certa potenza alla soglia per essere competitivo, conoscere il suo VO2max permette di capire se quell'obiettivo è raggiungibile — e in quanto tempo.

Anche nello sport amatoriale il test del VO2max ha un'applicazione concreta: analizzare le stagioni passate e metterle in relazione con un test fisiologico aiuta il preparatore a capire se gli obiettivi dell'atleta sono possibili, e aiuta l'atleta a darsi obiettivi sfidanti ma realistici.

Il test del VO2max a Torino

Eseguo test del VO2max per ciclismo e podismo a Torino, presso La Clinica Motus, Via le Chiuse 59, 10144 Torino. Giorni disponibili: lunedì e giovedì su prenotazione. I risultati includono VO2max assoluto e relativo, potenza alle diverse soglie, zone di allenamento personalizzate, valutazione dell'efficienza metabolica (consumo di grassi e carboidrati) e gross efficiency.

Se vuoi fare un test o capire come usare i dati per migliorare le tue prestazioni, prenota una call gratuita di 30 minuti.

Piani di allenamento strutturati

I piani strutturati per lavorare sul VO2max con la metodologia degli intervalli brevi sono disponibili su TrainingPeaks sotto il profilo Bike-dō Academy, il progetto ciclistico che ho co-fondato con Andrea Tiberi.

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Bibliografia

Bassett D.R. (2000). Limiting factors for maximum oxygen uptake and determinants of endurance performance. Med Sci Sports Exerc.

Hawley J.A. & Noakes T.D. (1992). Peak power output predicts maximal oxygen uptake and performance time in trained cyclists. Eur J Appl Physiol, 65(1), 79–83.

Lamberts R.P. et al. (2012). Allometric scaling of peak power output accurately predicts time trial performance and maximal oxygen consumption. Br J Sports Med, 46(1), 36–41.

Lundby C. et al. (2017). Biology of VO2 max: Looking under the physiology lamp. Acta Physiologica, 220(2), 218–228.

Millet G.P. et al. (2023). The V̇O2max Legacy of Hill and Lupton (1923). Int J Sports Physiol Perform, 18(11), 1362–1365.

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